Acireale
La città

Km 16 da Catania, a. m 161, sulle pendici S-E dell'Etna, su un ripiano lavico a strapiombo sul mar Jonio. 
Economia: agrumi, frutta e industrie connesse; terme, acque minerali, cave di pietra, turismo.
La città deve probabilmente la sua nascita ai pirati che costrinsero gli abitanti della costa, a metà del XIV sec., a rifugiarsi, un po' più in dentro e in alto, sul pianoro lavico che domina la riviera dei limoni (com'è oggi chiamata).
Il nome Acireale, fu attribuito alla città nel 1642 da Filippo IV, che la rese diretto dominio reale. Dopo il terremoto del 1693, la città fu ricostruita secondo un piano urbanistico del duca di Camastra, che si occupava a tale riguardo, anche della vicina (e disastrata) Catania. Un vero sviluppo si verificò nei primi decenni del 1900, dopo l'apertura di larghe strade, rivelate provvidenziali col sopravvenire del traffico.

Cultura

Acireale è una città dalle grandi tradizioni culturali che hanno accompagnato la sua evoluzione attraverso le tappe della storia.
A testimonianza del rilievo che la cultura ha avuto nella storia cittadina
è la Biblioteca Zelantea, fondata nel 1671, che conserva circa 200.000 volumi tra cui molte edizioni rare. La Zelantea è tra le biblioteche più antiche e ricche della Sicilia. Ospita l'elegante Carrozza del Senato Acese, con intagli lignei dorati e dipinti. Qui si trova l'Archivio storico comunale.

La Pinacoteca convive, in sale separate, col Museo Archeologico e il Museo del Risorgimento All'interno della Pinacoteca sono custoditi, assieme a dipinti di scuola acese, opere attribuite alle scuole di Rubens, Tiziano e Pietro Novelli. La sede si trova in via Marchese di Sangiuliano, in pieno centro storico.

 

Il barocco acese

Nel 1693 un disastroso sisma risparmiò la chiesa gotico-lombarda di S. Antonio da Padova, la trecentesca chiesa della Madonna dei Miracoli, il cinquecentesco Santuario di Loreto e un certo numero di icone. Danneggiò, invece, monumenti del centro, ma la successiva ricostruzione trionfa nel barocco della Basilica di S. Sebastiano (sec. XVII), dalla bella facciata barocca, con quel campanile che non è ai lati, ma nel corpo della chiesa, una soluzione architettonica originale; del complesso di P.zza Duomo con il trilatero del Duomo, la chiesa SS. Pietro e Paolo, il Municipio (1659), la loggia del Monastero delle Benedettine, i palazzi neoclassici di C.so Umberto e C.so Savoia.

 

Terme di Acireale

Già nell'antichità le acque sulfuree venivano sfruttate nelle Terme Xifonie. Dell'origine greca restano chiari segni nel complesso termale di Santa Venera al Pozzo. Le terme vennero successivamente riprese e valorizzate dai Romani. Di esse si trovano riferimenti nel "De Aetna" di Cornelio Saverio e ne "Il giardino di Esculapio" di Filippo da Tessalonica. I nuovi stabilimenti termali di contrada S. Caterina sono situati all'interno di una vasta area di agrumeti sempreverdi, tra l'Etna e il mare Jonio. Le acque termali di Acireale trovano impiego - per mezzo di fanghi, bagni ed inalazioni - nelle affezioni reumatiche ed osteoarticolari, otorino-laringoiatriche e dell'apparato respiratorio.
Le Terme di Acireale sono aperte tutto l'anno.

Le frazioni a mare

SANTA CATERINA
Suggestiva terrazza panoramica sulla Riserva della Timpa, a picco sul mare, apre la vista sull'incantevole golfo che spazia da Taormina a Siracusa.

 

POZZILLO
Caratteristico borgo adagiato tra floridi limoneti e l'imponente scogliera lavica. Noto per le sorgenti idrominerali.

 

SANTA TECLA
Interessante borgata marinara estesa tra agrumeti, ai piedi di un selvaggio costone di macchia mediterranea, di ulivi e di mandorli.
 

 
 

Santa Maria la Scala

Affascinante borgo intatto nella sua originaria architettura marinara. Incantevole la passeggiata per le "chiazzette", antico camminamento a gradoni. Lungo questo percorso d'origine spagnola, si trova la "Fortezza del Tocco", costruita alla fine del '500.

Stazzo

Ospitale località costiera immersa fra gli agrumeti e l'alta scogliera nera d'origine lavica.

 

 

 

 

 

Capomulini

Antico approdo greco, si sviluppa in un ampio golfo dominato dall'Isola Lachea e dagli splendidi Faraglioni. Accanto al borgo si estende la "Riserva Timpa".

 

 

Il Carnevale di Acireale è cresciuto in mezzo allo splendore di un'architettura che ha fatto da scenario allo svolgersi delle parate dei carri allegorico-grotteschi, di quelli infiorati e dei gruppi mascherati. Così per 3 secoli, a partire dalla fine del '600, periodo in cui la città, liberata dai vassalli, divenne demanio degli Aragonesi. Nel '700 il Carnevale diventa folklore, grazie alle esibizioni di popolani che improvvisano gare in versi dialettali. L'800 ingentilisce la manifestazione con sfilate di raffinatissimi "landeaus" ed equipaggi in costume, occasioni di divertimento per il popolo e la nobiltà locale. Oggi il Carnevale è un importante momento di promozione turistica e di intrattenimento, organizzato secondo le esigenze dei moderni fruitori.

 

 

 

Teatro dei pupi di Acireale       
Nel 1870 nasce ad Acireale il primo Teatro dei Pupi di cui si ha notizia, quando Giovanni Grasso, grande puparo catanese, venne ad Acireale per farsi conoscere.
Ma il vero pioniere della tradizione dei Pupi di Acireale fu Don Mariano Pennisi
(1867 - 1934) detto "Nasca", che apportò modifiche alle tecniche di manovra e sulla scena, creando anche un vero e proprio teatro stabile, di cui esiste ancora l'ultima sede in via Alessi.
La passione per i Pupi fu trasmessa al figlio adottivo Emanuele Macrì, che si rivelò un genio dell'improvvisazione, riuscendo a trasformare ogni rappresentazione in un avvenimento scenico degno della più competa ammirazione.
L'Opera dei Pupi sopravvive ancora, almeno per gli appassionati e i turisti.

 

La grotta del presepe            

La grotta del Presepe è un antro di origine lavica dove nel 1741, per ripararsi da un violento temporale, si rifugiò il sacerdote Mariano Valerio. Incantato dalla bellezza del luogo, pensò di allestirvi un Presepe, e dette incarico ad alcuni artigiani locali di crearne i "personaggi", che risultarono dei veri capolavori artistici lavorati in cera e legno a grandezza d'uomo, riccamente abbigliati. Un lavoro che fu completato nel 1830, per essere consacrato alla vigilia di Natale del 1852 con conseguente apertura al pubblico.
E' ammirabile ancora oggi in tutta la sua straordinaria bellezza.
I dolci acesi         
Particolarmente rinomata, fra le specialità più apprezzate: granita di limone o di mandorle, pasta di mandorle, cannoli alla ricotta - crema - cioccolato, zeppole di riso, coppe di gelato.

 

 

Numeri utili


Azienda Autonoma della Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo di Acireale 
V
ia Oreste Scionti, 15 - 95024 Acireale (CT) - t. 095-892129 / 095-891999 - fax: 095-893134
Internet: http://www.acirealeturismo.it/

Biblioteca e Pinacoteca Zelantea
Via Marchese di S. Giuliano, 15-17. Tel. 095-7634516. Visite: lunedì e giovedì dalle 9.00 alle 13.00; venerdì e sabato su richiesta. Chiuso domenica. Ingresso gratuito.

Altri luoghi da visitare nel territorio acese:

Acicatena. Chiesa e complesso archeologico Santa Venera al Pozzo. 
Via Alimena in contrada Reitana. Tel. 095-530118. Visite: da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.30. Chiuso nei giorni festivi. ingresso: euro 2,00.

Aci Platani. Museo della Civiltà Contadina e Artigiana.
Via Vittorio Emanuele, 122. Tel. 095-801433. Visite: sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00.